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blue matcha, une infusion aux fleurs originaire de Thaïlande

In sintesi: Il matcha blu unisce tè verde ricco di catechine e fiore di pisello farfalla con antociani, creando una bevanda colorata dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Stimola la concentrazione, aiuta il metabolismo e si prepara sbattendo la polvere con acqua calda o latte vegetale, ideale come latte o smoothie.

Il blue matcha, un infuso di fiori originario della Thailandia

Nel blue matcha non ci sono foglie di tè in polvere, bensì petali macinati di fiori di Pisello Farfalla, una pianta ayurvedica chiamata anche “Pisello Blu”, “Butterfly Pea Flower” o “Clitoria ternatea” (in latino). Per questo motivo si preferisce parlare di infuso, piuttosto che di tè. Questa pianta rampicante perenne della famiglia delle Fabaceae (come il fagiolo o il glicine), presente nel Sud-est asiatico, è rinomata per i suoi petali di colore blu. Molto apprezzato come colorante naturale nelle ricette di cucina, viene utilizzato in versione latte, smoothie, gelato o dolce.

Il matcha blu è un tè matcha?

Assolutamente no. Il matcha blu non è un tè verde in polvere, e ancor meno un tè matcha. Si tratta di prodotti derivati da piante diverse: per l'uno la pianta del tè, per l'altro un fiore. Tuttavia, presentano punti in comune che possono spiegare perché sia stata scelta (impropriamente) la denominazione matcha: si tratta di polveri colorate, l'una verde, l'altra blu, che si consumano allo stesso modo, diluite in acqua, incorporate in ricette di cucina o in cosmetici (maschere, saponi…). In Malesia, il matcha blu viene così integrato in un piatto a base di riso, diventato color celeste, chiamato Nasi Kerabu. Qualunque sia il suo utilizzo, vi consigliamo di optare per un matcha blu bio, più rispettoso del pianeta e molto migliore per la salute.

Che gusto ha il matcha blu?

Il Blue Matcha ha un gusto floreale ed erbaceo molto delicato. Aggiungendo qualche goccia di limone, il suo colore passerà, come per magia, dal blu azzurro al viola scuro (da provare!). Da notare che sul mercato esiste anche il “matcha rosa”, composto da polvere di frutto del drago, spesso originario dell’Indonesia. Il suo gusto, molto più fruttato, sarebbe paragonabile a una combinazione di kiwi, fragola e anguria.

Quali sarebbero i benefici del matcha blu?

Grazie al suo elevato contenuto di zinco, il matcha blu produrrebbe un effetto rilassante, ma anche antiossidante (proteggendo le cellule dallo stress ossidativo), donando al contempo splendore a pelle e capelli. Virtù che possono sembrare piuttosto simili a quelle attribuite al tè matcha. È anche ciò che può spiegare l'accostamento tra le due denominazioni. Il tè matcha giapponese è altrettanto rinomato per i suoi antiossidanti (che non sono esattamente gli stessi presenti nel blue matcha), i quali aiutano comunque a contrastare l'invecchiamento e svolgono un'azione lenitiva e anti-arrossamento sulla pelle. Ma il vero tè matcha giapponese contiene soprattutto molecole specifiche della pianta del tè (assenti nel matcha blu): la teina, che stimola l'energia e le funzioni cognitive, e la teanina, un aminoacido che favorisce la riduzione dello stress e un effetto rilassante.

Le nostre recensioni sul Blue Matcha

I finti tè matcha abbondano sul mercato: matcha blu, matcha rosa… Le denominazioni non mancano. Un modo per distinguerli? Il loro colore, il loro gusto, la loro origine (giapponese per quelli veri) e… il loro prezzo! Attenzione ai prezzi troppo bassi, poiché il matcha, per via della sua qualità, è un tè rinomato per essere venduto a una tariffa più elevata rispetto agli altri. Per scegliere al meglio la polvere di tè verde, vi consigliamo di optare per un matcha biologico. Infatti, la denominazione bio garantisce un tè di qualità, senza pesticidi e coltivato nel rispetto dell’ambiente grazie ai numerosi controlli qualità effettuati durante la produzione. Per degustarlo nel migliore dei modi, avrete bisogno di una tazza (chawan) e di un frustino (chasen). Scaldate dell’acqua a 75°C: non deve essere troppo calda. Mettete il matcha sul fondo della tazza, poi versate delicatamente l’acqua. Mescolate quindi con l’aiuto del frustino affinché la polvere si diffonda. Per montare a dovere, il frustino deve appena sfiorare la tazza. Potete poi aggiungere del latte.

Il Blue Matcha fa dunque parte della famiglia dei finti matcha e non ha nulla a che vedere con i suoi cugini tè verdi o tè neri. Questa polvere blu proviene in realtà da fiori. Originario della Thailandia, non è nemmeno un tè giapponese. Bevendo matcha blu, non otterrete gli stessi benefici del classico tè matcha. Quindi prendete il vostro frustino, la vostra tazza e godetevi la degustazione!

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